Circolo dei Saperi dal mondo
Il progetto nasce a partire dai continui dibattiti sulla presenza di persone che vengono da altri paesi presenti nella società e prevede la realizzazione di un percorso finalizzato a sottolineare l’importanza della ricchezza di cui sono portatrici le persone straniere presenti all’interno dei nostri contesti di vita quotidiana, ma a cui non viene dato spazio, creando occasioni di confronto reciproco, apprendimento di contenuti completamente nuovi e di poter approfondire, attraverso la relazione che si viene a creare, la propria conoscenza sul paese da cui proviene l’altro, sulla sua cultura e su alcuni aspetti della vita in altri paesi. L’idea prevede l’attivazione di un ciclo di incontri i cui contenuti sono molto vari: dalla realizzazione di laboratori creativi (batik, henné, figura del griot e lettura delle conchiglie in Senegal, etc.) a occasioni di scambio/discussione su tematiche legate ad aspetti della vita quotidiana e a come questi vengano declinati culturalmente.
Il laboratorio, oltre ad essere un momento di apprendimento di grande interesse, è anche occasione di scambio di conoscenza, di esperienze ed informazioni.
L’attività ha come obiettivo generale di sviluppare una conoscenza reciproca e non stereotipata fra studenti stranieri e studenti italiani presenti all’interno dell’Università e della città di Padova, permettendo una interazione mediata dall’apprendimento di competenze, saperi, conoscenze e abilità artistiche - creative nuove, perché appartenenti a tradizioni culturali diverse, che dimostri come la presenza di culture diverse possa essere una risorsa importante all’interno dell’Università e della città di Padova.
Corso di lingua Swahili base
Percorso di 10 lezioni, della durata di 2 ore ciascuna, condotte da un’insegnante kenyano madrelingua.
La lingua swahili appartiene alla famiglia linguistica delle lingue Bàntu che assommano a ben oltre il migliaio di lingue e dialetti e che sono diffuse nella maggior parte dell’Africa a sud dell’equatore, raggiungendo a nord il Camerun, lo Zaire, l’Uganda, e, parzialmente, il Kenya.
La caratteristica delle lingue Bàntu è il loro sistema di classi nominali. In italiano siamo abituati ai cambiamenti alla fine di una parola, es. fanciullo, fanciulli, fanciulla, fanciullesco, fanciullezza, ecc., nelle lingue Bàntu i cambiamenti avvengono all’inizio, perché le parole Bàntu consistono di una radice con un prefisso e cadono in classi differenti in base a questi loro prefissi.
La classe 1 ha i nomi che indicano persone, la classe 2 ha il plurale dei nomi della classe 1, la classe 3 è per gli alberi, 4 ha i plurali di 3, 5 è per i frutti e 6 ha i plurali di 5, 7 è per gli strumenti e altre cose, 8 ha i plurali della 7, 9 è per gli animali e i plurali sono nella classe 10. La classe 14 è per i paesi e i nomi astratti, infine i nomi delle classi 16, 17 e 18 indicano luoghi.
Questo sistema di classi è la base della struttura di ogni lingua Bàntu.
Lo Swahili viene parlato in Africa orientale, cioè Tanzania (Tanganyika e Zanzibar), Kenya, Uganda e un po’ nello Zaire orientale e in Burundi. Il swahili più puro si trova sull’isola di Zanzibar e lungo la costa continentale più vicina ad essa. Ma come ci si allontana, sia verso nord e sud che verso l’interno, lo standard della lingua diminuisce. Quindi, nel Kenya settentrionale, all’estremità occidentale della Tanzania e ai suoi confini meridionali, la lingua può essere poco conosciuta o molto sgrammaticata. In Uganda, la lingua è abbastanza comunemente usata eccetto che nel sud-ovest. Nello Zaire orientale e nel Burundi, la lingua swahili ha un forte sapore francese che è perfettamente comprensibile per chi parla ambedue le lingue.
fonte: www.swahili.it
