Slum Soccer 2013 … si parte!
03/05/2026 in news
L’anno scorso Slum Soccer cominciava così …
“Sembrava di esser alla mitica Bombonera, invece eravamo al Whynot Stadium, stadio naturale scavato nella roccia. Eravamo a Mabatini, villaggio di Mathare, quartiere informale di Nairobi, in cui vivono centinaia di migliaia di persone schiacciate in pochi km2.”
Michele Bianchi e Dominic Otieno, quest’estate, torneranno al lavoro sui campi di Mathare (e non solo!) per formare allenatori e giovani giocatori, tenendo bene impressa a mente la lezione fondamentale: lo sport è un linguaggio comune che chiunque può parlare, è uno strumento che unisce, che non conosce limiti. E permette alle comunità di ritrovarsi, ai singoli di riscattarsi e alle squadre, unite, di festeggiare.
”A Mathare durante il camp l’entusiasmo cresceva giorno per giorno, era arduo compito provare a porre un freno ai numerosi partecipanti che si univano ai training. Si respirava quotidianamente aria di festa. Se si lancia una palla fatta di pezze e lacci per le vie di Mathare si vedono decine di bambini pronti a rincorrerla e calciarla; ogni giorno l’arrivo al campo da gioco dei due trainers con palloni e materiale d’allenamento era accolto da folle danzanti e canti di gioia”.
Quest’anno i campi di Slum Soccer potranno contare anche sulla bellissima donazione di cento palloni da calcio da parte di Slums Dunk e di Bruno Cerella, che vogliamo ringraziare ancora una volta.
Per sostenere il progetto Slum Soccer, passate a trovarci qui!
Se volete seguire i racconti e sostenere le iniziative di Slums Soccer, ecco dove potete trovarci:
La brochure del progetto, consultabile online:
“Football is more than the opium of the people. It’s about good intentions, noble hearts …. When your country’s at war, your friends are killing each other and children are given rifles rather than footballs, so what if the whole world admires you! You have to act.”
Eric Cantona









